Psicodramma

La tecnica dello Psicodramma prende le mosse dalle esperienze realizzate da Moreno (Moreno J.L., (1946-1980) Manuale di psicodramma, Astrolabio, Roma, 1985), e consta essenzialmente di un’attività di gruppo, in cui il materiale emotivo presentato dal paziente viene drammatizzato tramite la guida di un terapeuta conduttore e attraverso l’utilizzo, quali attori, di altri membri del gruppo o di coterapeuti ausiliari. La drammatizzazione realizzata diviene a sua volta fonte di ulteriore materiale per l’elaborazione terapeutica attraverso le associazioni ed i vissuti realizzati all’interno del gruppo.
Elementi individuali e privati dei singoli membri del gruppo vengono così a integrarsi gli uni agli altri formando un dinamismo complessivo del gruppo che trascende e nello stesso comprende quello dei singoli partecipanti. Nella circolazione all’interno del gruppo delle “correnti emotive” empatiche, delle associazioni realizzate con i vissuti passati ed attuali, con l’attivazione dei simboli e dei significati presenti nelle fantasie e nei sogni, si realizza un progressivo processo di chiarificazione e di elaborazione terapeutica.

Giulio Gasca, uno dei più noti e rilevanti psicodrammatisti italiani, afferma:

“Il tratto specifico che caratterizza lo psicodramma analitico rispetto ad altre tecniche di gruppo è lo svilupparsi del discorso del gruppo stesso attraverso la costante dialettica tra due piani: quello dell’espressione verbale e quello della presentificazione drammatica. Il parlare di un membro del gruppo o del gruppo nel suo insieme attorno ad un evento, questione, conflitto o sintomo viene costantemente riportato alla rappresentazione, col metodo drammatico, di una scena concreta, riferibile ad un tempo e ad uno spazio determinato della storia di uno dei presenti (tempo e spazio che possono essere situati nel mondo diurno della veglia, in quello del sogno o anche in quelli del delirio o delle fantasie del protagonista purché tali fatti siano accaduti in un altrove e allora ben distinto dal qui ed ora del gruppo).” Gasca G. in: Psicodramma Analitico, n. 0, dicembre 1992, Torino


La scuola torinese facente capo alle esperienze di Gasca, si inseriscono in quella corrente, lo Psicodramma analitico, che utilizza le tecniche dello psicodramma classico con alcune differenziazioni per compiere un processo analitico di tipo psicoanalitico, qui particolarmente nell’accezione jungiana.

Indicazioni ed applicazioni

La terapia in gruppo di psicodramma trova svariate applicazioni, sia terapeutiche che educative e formative:

  • Psicoterapia profonda (problematiche psicologiche, emotive e relazionali);
  • Analisi personale (riflessione e consapevolezza di sé, delle proprie emozioni e schemi di esperienza);
  • Intervento educativo (classi scolastiche, centri educativi, volontariato, gruppi di lavoro);
  • Supervisione e Formazione di terapeuti ed educatori (insegnanti, educatori, comunità, genitori).

Data l’immediatezza ed il suo peculiare carattere espressivo, questa tecnica si presta particolarmente bene nella terapia e nell’intervento educativo dei giovani e dei giovanissimi o di persone che caratterialmente o culturalmente prediligono modalità espressive agite e non verbali, desiderose di recuperare il senso del linguaggio simbolico e corporeo.
Particolarmente utile si è sempre dimostrata l’applicazione della terapia in gruppo di psicodramma in contesti quali scuole, comunità residenziali esperienze in stage, sia a scopo terapeutico, educativo o formativo.
Naturalmente come qualsiasi terapia di gruppo, lo psicodramma consente di contenere notevolmente i costi economici a carico del partecipante o dell’ente committente.