Frequently Asked Question

Le domande da fare allo psicologo

La pratica della Psicoterapia affonda le sue radici in un corpo teorico scientifico e tecnico consolidato, riconosciuto e sperimentato. Spesso costituisce un mezzo importante, a volte necessario, per risolvere situazioni e problemi tali da impedire il sereno corso della vita.

Tuttavia si tratta di un area di lavoro delicata, in cui le persone si possono sentire esposte nei loro sentimenti e nella loro intimità e sono quindi bisognose di avvertire doveroso rispetto e giusta considerazione.

Nel libro “Psicoterapie folli”,  M.T.Singer, J.Lalich, (Ed. Erikson, 1998 – Trento) avvertono dell’importanza di scegliere con cura e oculatezza il/la professionista cui affidarsi, incoraggiando a discutere apertamente con lui/lei le modalità di intervento previste:

“In definitiva, un terapeuta è una persona che ci vende un servizio. Il potenziale cliente dovrebbe sentirsi libero di fare tutte le domande necessarie per poter decidere con cognizione di causa se affidarsi a questo o a quell’altro terapeuta. A questo scopo abbiamo redatto un elenco generale di domande che è opportuno porre al possibile futuro terapeuta: il cliente si senta libero di chiedere tutto ciò che gli può sembrare utile per compiere una valutazione.”

Alle domande proposte, relative soprattutto al servizio di studio terapeutico privato, risponde il Dott. Testa in forma di intervista:

  1. Domanda: quanto dura una seduta?

    Dr. Testa: Una seduta preliminare dura dai 45 ai 60 minuti, se vengono concordate ulteriori sedute la loro durata può variare a seconda del tipo di intervento. Comunque indicativamente una seduta di psicoterapia individuale può durare dai 60 ai 80 minuti, di solito una seduta di coppia o familiare richiede dai 80 ai 110 minuti.

  2. Che frequenza hanno le sedute?

    A seconda del tipo di intervento le sedute sono settimanali o quindicinali. Tuttavia  sedute di monitoraggio della situazione spesso sono programmate a intervalli più lunghi.

  3. Quanto si fa pagare?

    Le tariffe seguono i limiti imposti dal tariffario nazionale dell’Ordine degli Psicologi,a seconda della tipologia di intervento. Ulteriori informazioni su Prenotazione sedute.

  4. Se non potessi venire ad un appuntamento, questo mi verrà fatto pagare ugualmente?

    La consuetudine professionale e le regole ordinaristiche prevedono che sia dovuto il compenso pattuito in caso di mancato appuntamento da parte del cliente. La ragione di ciò risiede essenzialmente nel valore rappresentato dal tempo lasciato a disposizione del cliente e nell’esigenza di mantenere chiara e aperta la relazione fra il cliente ed il terapeuta. Tuttavia è comprensibile che impedimenti seri possano rendere necessario spostare un appuntamento già preso. Per questa ragione se il cliente è in grado di avvertire del sopraggiunto impedimento allo svolgimento della seduta con un anticipo di almeno 48 ore nulla dovrà per il mancato appuntamento. Altrimenti è opportuno un contributo pari al 80% di quanto pattuito.

  5. Cosa succede se uno di noi arriva in ritardo?

    Nel caso il ritardo sia esiguo  la seduta può proseguire fino all’orario prefissato, altrimenti occorrerà concordare un ulteriore appuntamento. Naturalmente qualora il ritardo sia imputabile a impedimenti del Professionista, il Cliente non dovrà pagare nulla e la seduta non durerà meno del previsto.

  6. Vorrei sapere qualche cosa della sua formazione. In cosa è laureato? è iscritto all’albo?

    Per la pratica professionale della psicologia lo Stato italiano richiede l’iscrizione all’Albo degli Psicologi, a cui si accede con gli opportuni titoli accademici e formativi. Lo stesso Codice Deontologico prescrive il dovere ad una continua formazione professionale e scientifica adeguata. Ulteriori informazioni sul curriculum professionale e formativo, qualifiche legali.

  7. Vorrei sapere qualcosa della sua esperienza di lavoro e del suo orientamento teorico. Con quali pazienti ha lavorato? In quali aree si è specializzato?

    Informazioni su questi punti possono essere reperite ai link esperienze professionali e specializzazioni.

  8. Lei fa uso dell’ipnosi o di altre tecniche per l’induzione della trance?

    Le tecniche ipnotiche sono tra le “frecce” a disposizione per centrare il “bersaglio” della terapia. Naturalmente l’Ipnosi terapeutica praticata da uno Psicologo non ha nulla che vedere con ciò che si può vedere in alcuni scadenti spettacoli televisivi. Non a caso in diversi stati europei è vietata l’esibizione dell’ipnosi degenerata a spettacolo, purtroppo causa di alcuni pregiudizi negativi duri a morire. D’altro canto va anche detto, senza entrare nel merito e senza dare giudizi di valore, che  l’ipnosi  a scopo terapeutico si differenzia decisamente  dall’induzione di trans che alcuni riferiscono di usare nello studio di fenomeni paranormali, nello spiritismo, ecc. Inoltre non andrebbe mai dimenticato che un Psicologo, nel momento che opera intervenendo con l’ipnosi, assicura tutte le garanzie di rispetto e professionalità come in generale offre per tutte le sue prestazioni.

  9. Lei crede nel soprannaturale? Crede negli Ufo, nel fatto che abbiamo vissuto altre vite prima di questa, nei fenomeni paranormali? Lei ha qualche tipo di filosofia personale che orienta il suo lavoro con i  pazienti?

    Naturalmente uno Psicologo ha tutta una serie di credenze, pensieri, convinzioni che investono ambiti quali quello spirituale, religioso, filosofico, ecc., come qualunque altra persona. Lungi tuttavia dal pensare di essere maggiormente vicino alla Verità per il fatto di essere psicologo, egli si deve assolutamente astenere dall’imporre la propria visione ai suoi clienti ed evitare di lasciarsi condizionare da idee o da punti di vista estranei a quelli scientifici, epistemologici e culturali inerenti le sue funzioni terapeutiche.

  10. Lei riconosce valore alla ricerca scientifica? Come si tiene aggiornato con la ricerca e gli sviluppi nel suo campo?

    Il metodo scientifico, nonostante i suoi limiti e la difficoltà a inquadrare la realtà umana nelle strette categorie razionali, rimane comunque la via maestra e il punto di partenza nel tentare conclusioni minimamente condivisibili, non del tutto soggettive o arbitrarie. In questo senso per uno Psicologo la formazione continua e scientificamente adeguata corrisponde ad un preciso dovere. Vedi in proposito curriculum professionale e formativo , e le specializzazioni.

  11. É favorevole ai contatti fisici o intimi con i pazienti?

    Al di fuori dei gesti socialmente accettati, consueti in qualunque relazione umana e nel rispetto degli usi e delle abitudini sociali del Cliente, la corretta pratica professionale esclude con la massima nettezza queste evenienze. Ciò non solo per ovvie ragioni di rispetto e di considerazione personale, ma anche per ragioni squisitamente tecniche. Vedi Codice deontologico.

Anche di fronte a un Professionista serio e preparato, non necessariamente i metodi e i presupposti adottati possono rivelarsi adeguati per tutti i clienti possibili. L’incontro fra il Cliente e il Terapeuta è pur sempre, e fondamentalmente, un incontro umano e personale. In esso, come sempre, giocano un ruolo importante sottili elementi inconsci di sintonia e di simpatia non determinabili a priori. In caso di necessità non resta quindi che rivolgersi a un professionista in grado di offrire le solide credenziali garantite dalla legge, con fiducia ma anche con consapevolezza e senso di responsabilità reciproca.